Via Francigena: Gambassi-San Gimignano

In tempi di pandemia da ormai un anno siamo abituati a periodi di stop e ripartenze, e quando si rimette in moto sembra sempre la prima volta. Questa è una di quelle..e voi direte che c’entra la Francigena con il camper? avevo talmente tanta voglia di guidarlo che l’ho portato con me! vi spiego meglio…

L’idea nasce da una mia cara amica, Simona, che propone a tutte quelle che siamo di percorrere un tratto della via Francigena, per trascorrere del tempo insieme.
Accogliamo la proposta con entusiasmo e io penso subito di includere in questa idea il mio camper Elio.

Ed è così che è stato.

PRIMA DI PARTIRE

Cosa posso fare in autonomia senza l’aiuto di Simone?
Guidare il camper su strade facili? Fatto. Riempire serbatoio, svuotare serbatoio? Più o meno ci siamo. Ma voglio fare di più. Voglio imparare a farlo, voglio essere in grado di gestire il camper in autonomia. E allora mi sono detta che avrei fatto gasolio, avrei caricato l’acqua, e avrei portato Elio a San Gimignano.

Bene! All’apparenza sembra semplice, se non fosse che dopo aver messo gasolio il camper non riparte e io, senza cellulare, non sapevo cosa fare. Alla fine sono riuscita a chiamare Simone e ha scoperto che la batteria faceva contatto, roba da matti. Ma non è finita qui, rimango da sola e vado al camper service, semplice no? Certo, se non fosse che il tappo del serbatoio delle acque chiare non si è aperto in nessun modo. Sono tornata a casa senza acqua. Ne farò a meno!

Non mi do per vinta, e decido di partire nonostante le peripezie!

FINALMENTE SI PARTE

Ore 7 di domenica: sono già pronta sul sedile del mio camper, sono emozionatissima! E mi sento tranquilla. Passo a prendere Alessia e Valentina e andiamo a parcheggiare all’ arrivo del nostro percorso, ovvero a San Gimignano.

Le mie amiche sono al settimo cielo, trovano il sedile del passeggero molto comodo e per loro potremmo viaggiare ore.
Fino a ora ho tutto sotto controllo. Non male!
Parcheggio, chiudo, metti il disco orario, l’allarme, chiudo lo scalino e tendo gli oscuranti. Con un passaggio della Simona andiamo alla partenza del cammino, a Gambassi, dove ci aspetta l’ultima del gruppo Marta.

Ci sono due possibilità di sosta per il camper a San Gimignano:

  • l’area di sosta Santa Lucia a 2 km dal centro
  • il parcheggio camper in Via Matteotti.

LA TAPPA: Gambassi- San Gimignano

13km
3 e30 di percorrenza
350m dislivello

Perché abbiamo scelto questa tappa? perché è una delle più corte e visto il nostro scarso allenamento direi che è perfetta!

vi lascio il link per scoprirne di più https://www.viefrancigene.org/it/

Santuario di Pancole

Poco dopo la metà del percorso approfittiamo per fare una sosta e mangiare una frutta vicino al Santuario di Pancole, raggiungibile anche in macchina.

Vi dico una curiosità: una leggenda narra che nel 1600, una pastorella muta, una certa Bartolomea Ghini, disperata per la sua povertà si recò in questa zona, quando le apparve una signora e miracolosamente Bartolomea ritrovò la parola.

Tutti i paesani esterrefatti da questo evento, si recarono in questo prato e con falci cercarono nell’erba l’immagine che Bartolomea aveva visto. Tutt’ora il segno della falce è visibile sull’ importantissimo affresco della Vergine allattante il bambino di Pier Francesco Fiorentino.

Purtroppo ci siamo persi questo affresco poiché il santuario era chiuso.

Pieve di Santa Maria Assunta a Cellole

Quasi giunti all’arrivo, la Via Francigena passa davanti a questa splendida pieve, in quel giorno molto affollata, forse per un matrimonio.

La Pieve di Cellole è una pieve romanica del XII secolo, una delle più importanti della Valdelsa, dove vivono attualmente i monaci della fraternita di Bose, appartenenti a chiese cristiane diverse fondata nel 1965 da Enzo Bianchi, monaco e saggista di Bose.
Non mi sto a dilungare nella sua storia, non sono esperta e farei un copia e incolla spudorato!
La pieve è immersa nel verde delle colline, circondata da campi coltivati, e da un bosco di cipressi, ottimi per una pausa rinfrescante all’ombra.

L’ultimo tratto del cammino è affascinante perché si inizia a intravedere in lontananza San Gimignano con le sue torri che svettano in cielo.

Unico neo negativo del tratto è che è molto trafficata e i campi sono impraticabili, non esiste proprio il sentiero. Un vero peccato!
L’ultima salita ci porta all’ingresso a San Gimignano, un po’ affaticate dal caldo ma contenta di essere giunte alla meta in solo 3 ore e mezzo.

San Gimignano

È uno dei borghi medioevali più belli d’Italia e famoso per le sue 14 torri, in origine si pensa fossero 72.

Ma sapete perché tutte queste torri? I ricchi signori le erigevano più alte, sempre più alte per primeggiare rispetto al vicino e farsi vedere più potenti. Chi aveva la torre più alta era il più ricco, ed è così che negli anni ne sono nate tantissime! oggi sono 14 le torri ben conservate che svettano in alto e caratterizzano il profilo di questo splendido paese. Alcune delle torri sono visitabili, è un esperienza che mi piacerebbe fare.
Finalmente si mangia, ci fermiamo in una bottega in Piazza della Cisterna, e degustiamo una fantastica schiacciata toscana con salumi, un bicchiere di vino e via. E’ molto caldo, siamo stanche e affaticate, decidiamo di stenderci sul prato ai giardini del Parco della Rocca.

La giornata volge al termine, ci prepariamo a rientrare. Ma non prima di prendere un bel caffè sul mio Elio.
La conclusione della giornata è stupenda, perché insieme alle mie amiche, entusiaste del camper, abbiamo deciso di passare un fine settimana insieme con il camper! restati connessi.

Alla prossima!

Pubblicato da Diletta Grassi

Raccontiamo di viaggi in camper, di storie e itinerari che hanno lasciato il segno sulla nostra pelle, su due ruote, a piedi o in marcia, attraverso parole e fotografia!

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