ESPLORANDO L’ALTA VALBADIA DAL CAMPING SASS DLACIA

discesa dal lagazuoi

Il camping Sass Dlacia

La base per il nostro viaggio in Alta Badia è il Camping Sass Dlacia a San Cassiano. Situato a nord est di San Cassiano lungo la strada che porta al confine con il Veneto, sul Passo Falzarego. Ci troviamo in una posizione privilegiata, a 1680m, ai piedi delle cime del Parco naturale Fanes-Senes-Braies, locazione perfetta come punto di partenza per tantissime escursioni.

Eravamo già convinti della scelta del campeggio, guardando il sito ve ne innamorerete di sicuro, tra l’ altro è il campeggio più in quota delle Dolomiti, ma qualche settimana prima un’ amante di quelle zone, conosciuto a Predazzo ci ha dato ancora più certezze; ci parlò del campeggio come un luogo magico, e perfetto per le escursioni, sia a piedi che in bicicletta.

Quindi siamo pronti! sarà perfetto per noi!

Raggiungiamo il campeggio la mattina presto e le prime luci sulle cime ci abbagliano, finalmente siamo di nuovo in montagna! E’ agosto, tutte le piazzole sono occupate, per fortuna avevamo prenotato… ma il posto è bellissimo; alle nostre spalle le altissime cime delle Cunturines e sul versante sud si apre la visuale sul Pralongià.

Il campeggio ha un ottimo ristorante-pizzeria, un piccolo market con l’essenziale, i servizi sono efficenti e puliti. E’ comodamente servito dai trasporti pubblici, con la fermata davanti al campeggio. Si sa noi camperisti, che avere un autobus che ti porta in paese è un ottimo alleato per non doversi spostare con il proprio mezzo.

Lagazuoi: Rifugio Lagazuoi, Rifugio Scotoni, Capanna Alpina

  • ESCURSIONE a piedi
  • TEMPO DI PERCORRENZA: Rifugio Lagazuoi – Camping Sass Dlacia 4 ore
  • DIFFICOLTA’: media (non adatta a passeggini e mtb)
  • DISLIVELLO: 1050m (in discesa)
  • TERRENO: sconnesso, irregolare

Prima di partire per un’ escursione studiamo sempre bene il percorso, e ultimamente ci serviamo dell’utilissima App Wikiloc, che offre la possibilità di individuare sulla mappa, da un punto di partenza selezionato, tutti i sentieri già percorsi da altri con dettagli e commenti del percorso (a piedi, mtb o bici da strada, ma anche altre attività). Così, guardando le varie possibilità abbiamo deciso di salire in quota con i mezzi e percorrere a piedi soltanto il tratto in discesa dal Rifugio Lagazuoi (quota 2700m) fino al campeggio.

Così partiamo, prendiamo l’autobus fino al Passo Falzarego e raggiungiamo la Funivia Lagazuoi. Simone soffre di vertigini, ma ormai ama troppo le cime e sa che non può perdersi certi paesaggi, quindi in cabinovia la scena è stata questa: io con la Gopro a filmare tutto e Simone in ginocchio occhi puntati in terra, in silenzio e guai a distrarlo fino a che non siamo arrivati in cima. Messi i piedi per terra anche Simo inizia a godersi lo spettacolo, è incredibile la quantità di cime che si vedono da quassù, non le puoi contare, non ne vedi la fine, una dietro l’altra, fino a sfumarsi lontano lontano.

Ci concediamo una colazione in quota con vista. Saremmo rimasti lassù per ore. E’ per questi momenti che amiamo la montagna!

E’ ora di partire e di scaldare i piedi, inizia la discesa verso il Rifugio Scotoni sul sentiero CAI 20A. Nel primo tratto, è possibile visitare il Museo della Grande Guerra a cielo aperto. E’ un percorso tosto, soprattutto per i primi km, su fondo pietroso, irregolare, con tanti metri dislivello e completamente assolato. E non vi fate ingannare dalle nuvole, in quota si sa, il sole picchia più che al mare, e io, ovviamente ne uscirò bella arrostita su braccia e viso!!

Il paesaggio ricorda la luna, non c’è niente, nè alberi, nè animali nè persone (per fortuna aggiungierei!) Dopo un paio di ore di cammino, con le gambe tremanti, estenuate dalla discesa, a metà percorso troviamo qualche forma di vita. Siamo scesi di quota e la roccia si ripopola di una fitta vegetazione, il sentiero diventa uno stradello ben delineato in mezzo a prati verdi. Un ultimo tratto di discesa lungo le piste da sci e arriviamo al Rifugio Scotoni, un luogo delizioso per la posizione e i servizi. Nel pomeriggio era affollato come in spiaggia a Ferragosto. Riempiamo le borracce e si riparte imboccando l’ultimo tratto, molto ripido e le gambe chiedono pietà già da tempo! Arrivati a Capanna Alpina, un ristorante raggiungibile anche in auto, la strada che ci porta al campeggio è breve e presto fatta.

Questa magnifica escursione la ripagherò per 2 giorni interi in cui ho fatto fatica a scendere lo scalino del camper. Terribile!

Sass de Stria: Galleria Goinginger e Museo della Grande Guerra “Tre Sassi”

  • ESCURSIONE a piedi
  • TEMPO DI PERCORRENZA: a/r 2 ore
  • DIFFICOLTA’: facile
  • DISLIVELLO: 100 m
  • TERRENO: battuto

Il Sasso di Stria è una montagna di 2477 m che sovrasta il Passo Falzarego, fra il Lagazuoi e il Col di Lana, si trova sul confine tra Trentino con l’Alta Badia e il Veneto con la Valle D’Ampezzo. Il Sass de Stria, denominato così perchè si narra che in passato fosse la residenza di una strega, fu roccaforte dell’esercito Austro-Ungarico durante La Grande Guerra.

Dal nostro campeggio raggiungiamo in autobus il Passo Valparola, poco prima del passo Falzarego. Appena arrivati si gode di una panorama eccezionale: una vista a 360 gradi che ci rapisce completamente per qualche minuto. Il cielo è azzurro, l’aria è freschissima, si preannuncia una giornata spettacolare.

La nostra escursione è un vero e proprio percorso nella storia. Si parte dal Forte Tre Sassi, sede oggi del Museo della Grande guerra “Tre Sassi”, che noi visiteremo al ritorno. In realtà, con il senno di poi, sarebbe stato meglio fare la visita al contrario, prima il museo e poi l’escursione, poiché l’avremmo affrontata diversamente e con maggiore coscienza. Ma siamo troppo mattinieri e il museo era ancora chiuso. Ci siamo quindi avventurati verso Il Sass de Stria soltanto con qualche nozione presa dal web.

Partiamo costeggiando il sentiero ai piedi della montagna sul versante nord, e con il naso all’insù cerchiamo l’imbocco della Galleria storica Goinginger ma con scarso successo; dopo una ventina di minuti di cammino, saliamo su per il sentiero che porta all’estremità orientale della montagna, arriviamo alla postazione Goinginger, dove troviamo i resti dello sbarramento austriaco con linee di trincee, resti di costruzioni, baracche e caverne. E’ difficile pensare come i soldati riuscissero a vivere o meglio a sopravvivere là dentro, in uno spazio così angusto, così umido, buio, freddo, per giorni e giorni, mesi e mesi. Camminandovi siamo pervasi da una brutta sensazione di terrore e tristezza.


Finalmente con l’aiuto di altri passanti troviamo l’accesso alla galleria che percorre tutto il Sass de Stria fino al lato opposto, da dove siamo venuti. E’ un percorso di circa 500 m, con poco dislivello, in questo caso in discesa, tutto al buio e dove spesso è necessario accovacciarsi per passare, presenta dei tratti con terreno scivoloso ma tutto sommato è facile. A metà strada troviamo una postazione di vedetta verso il Lagazuoi che offre una vista magnifica, oggi. Cento anni fa, invece non doveva essere così bello affacciarsi da lì.
Ancora poche decine di metri e siamo nuovamente fuori, e ci troviamo davanti il Museo.

Per questa escursione accertatevi di avere con voi una torcia, fondamentale per farvi strada dentro l’ oscurità delle gallerie. Informatevi prima sull’agibilità del percorso poiché nelle stagioni più piovose si formano profondi ristagni d’acqua.

Ed eccoci al nostro punto di partenza, al Forte Tre Sassi. E’ una costruzione di fine ottocento che l’esercito austro-ungarico innalzò per far fronte all’esercito italiano; nel 1915 fu bombardato, è stato per anni abbandonato, poi in seguito a varie opere di ristrutturazione oggi ospita il Museo della Grande Guerra, aperto al pubblico dal 2003.

Il Museo ospita più di 2000 cimeli storici, in gran parte raccolti dalla famiglia Lancedelli, che negli anni ha trovato nella zona e non solo, oggetti e reperti rimasti sul terreno di guerra per anni. Persone come Rolando Lancedelli, sono chiamati i recuperanti, proprio per la loro opera di recupero, dettata anche dalla estrema povertà portata dalla guerra. Questi hanno dedicato tempo e fatica alla raccolta, grazie a loro la memoria di quei giorni può perdurare.

Pralongià

  • ESCURSIONE in mountain bike
  • TEMPO DI PERCORRENZA: totale 19 km
  • DIFFICOLTA’: media
  • DISLIVELLO: 750 m
  • TERRENO: battuto/pietroso

Stavolta partiamo in mountain bike, alla scoperta dell‘Altopiano del Pralongià, a sud ovest del Campeggio.

Premessa: io pedalo una e-Bike, la mia bambina, una mountain bike elettrica che ti salva ad ogni difficoltà, e Simone dura fatica su una mountain bike classica detta muscolare.

Attraversiamo la strada e imbocchiamo il sentiero CAI 24B: il percorso è formato da un primo tratto tranquillo, in leggera salita e terreno ben battuto; appena si immette nel bosco, la strada cambia e la salita diventa veramente dura e impegnativa con tratti al 20% di pendenza, su fondo sconnesso di pietroni. La salita ci porta in 8 km a 2230 m, e il panorama è incredibile. Non riesco ad esprimere la bellezza, e trasmettere l’emozione che si prova appena si arriva lassù: immaginate che il bosco improvvisamente lasci spazio ad un prato sconfinato, collinette dolci di un verde intenso, intervallate soltanto da sentieri bianchi e in lontananza le montagne che spiccano enormi, sembra che siano lì, quasi a poterle toccare con un dito.

Dopo qualche milione di scatti, il tempo che Simone si riprendesse dall’estenuante fatica, puntiamo al punto più in alto, verso la croce Störes sulla vetta.

Adesso si che le montagne dominano ogni visuale: alle nostre spalle le Cunturines e il Lagazuoi, davanti a noi il Gruppo del Sella, con il Sassolungo, Sassopiatto e il Piz Boè, a Sud la Marmolada. E’ stato emozionante, ritrovarsi così alto, in un punto panoramico, e godersi in un solo sguardo, tante cime a noi conosciute.

Tutti i sentieri sono intasati da una folla di persone a piedi, con bambini, passeggini e cani, si sa nel mese di agosto è cosi e non è semplice percorrere certe strade sulle due ruote. Il cielo, come sempre accade in quota, inizia ad annuvolarsi in fretta e ci fermiamo a mangiare un ottimo hamburger al Rifugio Las Vegas Lodge.

IL PARCO MÖVIMENT

L’Altopiano del Pralongià è un luogo veramente divertente per grandi e piccini. Troviamo ben tre aree gioco a tema:

  • l’Active Park con pareti d’arrampicata, postazioni fitness, e un’area relax con percorso Kneipp;
  • lo Spaghettino Park, per scoprire i segreti del terreno di montagna insieme a un vermicello rosa;
  • il Bear Park, un’area gioco con fontane, giochi d’acqua, ziplane tutto in tema orso, sulle tracce dell’ “Ursus Ladinicus”; inoltre troviamo il nuovo Biok, dove poter lavorare in smartworking a contatto con la natura e un percorso educativo sul mondo delle api.

Per i più grandi e avventurosi sono state allestite due zone Bike Trails, ovvero percorsi in discesa libera esclusivamente per mtb dove il divertimento è assicurato, se hai fegato ovviamente. Io non ne ho e quindi dopo 1 km sono uscita dal percorso, Simone, matto com’è, è arrivato giù a valle in un attimo. Vi consiglio di visitare il sito di Mövimënt o di scaricare l’ App perchè l’area è veramente densa di attività e eventi per l’estate e l’inverno.

Altri articolo sulla montagna d’estate

Pubblicato da Diletta Grassi

Raccontiamo di viaggi in camper, di storie e itinerari che hanno lasciato il segno sulla nostra pelle, su due ruote, a piedi o in marcia, attraverso parole e fotografia!

Una opinione su "ESPLORANDO L’ALTA VALBADIA DAL CAMPING SASS DLACIA"

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: